Con la circolare 19/01/2026, n. 3/D, l’Agenzia delle dogane fornisce nuove istruzioni operative sulle “istanze di consulenza giuridica”. Il nuovo strumento di compliance doganale, indispensabile per tutte le aziende che operano nel commercio internazionale, permette di rivolgere alle Direzioni centrali dell’Agenzia quesiti di natura giuridica aventi carattere generale.
A differenza del classico interpello tributario, che può essere presentato da tutti i contribuenti per l’interpretazione normativa di fattispecie concrete e personali, la nuova istanza di consulenza giuridica è riservata a determinate categorie di soggetti, tra cui associazioni sindacali e di categoria, ordini professionali e amministrazioni statali.
L’istanza, quindi, permette a tali soggetti di ottenere chiarimenti relativi a problematiche fiscali e doganali di carattere generale, non riconducibili a fattispecie concrete e personali dei singoli operatori.
Alle Direzioni centrali è attribuito il compito di ricevere le domande presentate dai rappresentanti degli operatori e di formulare le relative valutazioni. La circolare chiarisce inoltre che, qualora la questione sottoposta riguardi più tributi di competenza dell’Agenzia delle dogane, le Direzioni centrali interessate sono tenute a esaminare congiuntamente l’istanza e a fornire una risposta unitaria.
Quanto al contenuto, l’istante deve presentare:
Le Amministrazioni coinvolte devono fornire una risposta entro 120 giorni dalla data di ricezione della richiesta. Nei casi in cui l’istanza sia ritenuta incompleta, l’Agenzia può chiedere di regolarizzare la domanda entro il termine di 30 giorni. Se necessario, nel corso dell’istruttoria l’Ufficio competente può invitare l’operatore a fornire ulteriori dati entro 60 giorni da tale richiesta. In caso contrario, l’istanza si intende rinunciata, ferma la facoltà di presentarne una nuova, ove ne ricorrano i presupposti di legge.
Qualora sia necessario un approfondimento o la questione coinvolga più Amministrazioni, la Direzione centrale può richiedere un parere preventivo a un’altra Amministrazione, che deve rispondere entro 60 giorni; decorso tale termine senza risposta, l’istanza è dichiarata improcedibile dall’Agenzia delle dogane.
La circolare precisa, infine, che i riscontri alle richieste di consulenza giuridica non sono in alcun modo vincolanti per i contribuenti rappresentati dai soggetti istanti, né sono autonomamente impugnabili.